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CODIM - COMITATO DOCENTI INDIRIZZO MUSICALE

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( www.codim.jimdo.com )

 

            Il Comitato dei docenti dell'Indirizzo Musicale – Codim - si configura quale Organismo rappresentativo di riferimento per tutti i musicisti, ed il suo lavoro è rivolto a promuovere e sostenere istanze che tutelino la Cultura Musicale e ne permettano la diffusione nel nostro paese.

            Naturalmente il CODIM , oltre ad essere un punto di incontro per i Musicisti e gli operatori del settore Musica, è anche aperto ad accogliere al suo interno qualsiasi cittadino che ritenga non possa esistere un paese civile privo completamente di una vera cultura musicale; in cui nessuno saprà più suonare uno strumento, nè leggere un brano musicale; privo di orchestre e con teatri ed auditori sempre più deserti. Un paese privo di Musica!  

            Consapevoli di quanto si sia ormai molto vicini a tale drammatica realtà, questo Comitato mira soprattutto a sensibilizzare i nostri politici in merito a concrete proposte, frutto di anni di esperienza in qualità di musicisti e docenti.    

            Sono particolarmente urgenti due questioni da affrontare:

1)      Consolidare e diffondere i Corsi ad Indirizzo Musicale nella scuola second. di I grado;

2)      Istituire e diffondere i Licei musicali (Licei ad Indirizzo Musicale).

Perchè lo scopo della Riforma degli Studi musicali doveva essere realizzare un completo, organico e conseguenziale corso di Studi musicali; nel quale lo studio di uno strumento musicale fosse presente obbligatoriamente in tutta la scuola dell’obbligo: elementari, medie e licei; in virtù del fatto che i Conservatori avrebbero dovuto essere trasformati in Istituti di livello esclusivamente “universitario”, abbracciando solo il segmento Superiore degli Studi.

Questa era infatti “la ratio” della relativa l. 508/99 di Riforma dei Conservatori che è stata invece completamente tradita dalla “non-Riforma” degli Studi musicali portata avanti in questi ultimi dieci anni.

 

Ogni anno decine di migliaia di ragazzi che hanno cominciato ad amare il “loro” strumento musicale studiandolo nei Corsi ad indirizzo musicale della scuola “media”, sono poi costretti ad interrompere tale studio, perchè non esiste un posto nella scuola secondaria di II grado dove poter continuare a studiarlo.  

Il Codim ritiene sia doveroso far sì che, almeno una parte di questi ragazzi, possa continuare tali Studi musicali in qualsiasi Liceo scelga per il suo futuro; anche per non precludersi definitivamente una eventuale prosecuzione dei suddetti Studi musicali nei Conservatori.

Ma attualmente la farsesca istituzione dei Licei Musicali si è concretizzata in poche decine di isolate “sezioni”di Liceo musicale sparse in tutta Italia; un paio di “sezioni musicali” per ogni Regione: NULLA (neppure il corrispettivo di un solo Conservatorio per tutti i ragazzi italiani).

            In considerazione di questa oggettiva grave situazione il Codim ha inviato al nostro Governo una dettagliata PROPOSTA PER LA MUSICA NEI LICEI (cheprevede un organico di sole  11 CATTEDRE per ogni Liceo); che dimostra come concretamente e semplicemente si possa creare l’Indirizzo Musicale anche in ogni scuola secondaria di II grado, per dare finalmente la possibilità di un naturale proseguimento dei propri Studi musicali (in qualsiasi Liceo volessero scegliere) alle decine di migliaia di ragazzi che escono dalle sezioni ad Indirizzo Musicale delle scuole “medie”.

Riteniamo infatti del tutto sbagliata ed anacronistica la creazione di uno specifico Liceo musicale quale unico Liceo dove si studi la Musica; perché, nel quadro complessivo dei Licei, risulterebbe ancora una volta come un istituto “professionale” (destinato in sostanza solo a pochissimi aspiranti “musicisti”).

È infatti evidente che la quasi totalità dei ragazzi italiani continuerà a restare musicalmente totalmente ignorante, in quanto a tutti ragazzi che sceglieranno i Licei Classici, Scientifici , Linguistici, ecc., continuerà ad essere negata la possibilità di crescere anche imparando a suonare uno strumento musicale.

Questo è per noi radicalmente sbagliato; e contrasta infatti con il giusto fine della legge 508/99 di Riforma dei Conservatori; una norma che non era certo nata per creare solo nuovi “vecchi piccoli Conservatori” (destinati, si sottolinea nuovamente, a pochissimi) ma per diffondere gli Studi musicali nella società ed elevare i Conservatori al rango di Istituti di livello esclusivamente universitario.

 

Per dare giusto seguito alla suddetta L.508/99, e garantire una reale Riforma ed una consequenziale rinascita degli studi musicali, riteniamo invece indispensabile rendere in “minima” parte obbligatorio l’Indirizzo Musicale in tutta la scuola secondaria (di I e II grado); istituendo obbligatoriamente:

-          almeno 3 scuole “medie” con una sezione ad Indirizzo Musicale in ogni distretto scolastico;

-          almeno 1 liceo con una sezione ad Indirizzo Musicale ogni 2/3 distretti scolastici (in pratica circa almeno uno ogni 2 Circoscrizioni)

 

Questo garantirebbe al nostro paese (che appare spesso ancora “geograficamente” suddiviso in circa 670 “distretti”) di avere il “giusto”minimo numero di scuole “Medie” (circa 2000) e di Licei (circa 300) in cui tantissimi ragazzi potrebbero finalmente crescere anche attraverso lo studio della Musica (quello “vero”… che si compie esclusivamente suonando il ”proprio” strumento).

è forse poco, ma sarebbe qualcosa di rivoluzionario ed importantissimo per il nostro paese; e non solo dal punto di vista culturale, ma anche da quello prettamente economico.

significherebbe infatti far rinascere un mercato più articolato e vario; oltre quello direttamente legato alla produzione di strumenti musicali ed all’editoria, in generale, anche tutto quello relativo e strettamente generato dalla richiesta di “Musica” (colta o di consumo che sia); un mercato ormai al collasso nel nostro paese; un collasso di cui tantissimi stanno pagando gravissime conseguenze.

 

Solo partendo da una risposta a queste istanze si potrà costruire una valida Riforma degli Studi Musicali che riesca a diffondere Cultura musicale nelle giovani generazioni e dunque nel nostro paese.

E infatti quello che noi proponiamo è da tempo sostanzialmente realizzato nei paesi più civili del mondo (ed anche in molti che continuiamo a credere “meno civili”); paesi dove vi è la piena consapevolezza di quanto il patrimonio artistico espresso attraverso il linguaggio musicale sia un bene prezioso; un bene che chiediamo di salvaguardare, valorizzare e tramandare, per il bene di tutti gli italiani; così come anche chiaramente disposto dalla nostra legge fondamentale: La Costituzione.

 

     Roma 29/05 /2012                                 P. Blumetti – M. Madonna - L. Verzulli

                                                                      (Referenti Codim)